20 November, 2006

Uma carta de Jon Sobrino a Ellacuría, sobre o futuro do catolicismo latino-americano

Está em preparação uma nova conferência geral do episcopado latino-americano - depois de Medellín, Puebla, Santo Domingo… Para muitos, a assembleia pode significar um retorno a Puebla ou Medellín, mas há o receio de que se repita Santo Domingo. Jon Sobrino, conhecido "teólogo da libertação", escreveu a propósito uma carta ao irmão mártir Ignácio Ellacuría, o jesuíta reitor da Universidade Centro-Americana, assassinado há anos. O texto vem referido numa pequena notícia da Adista:

La Chiesa latinoamericana ha, sì, perso la rotta - già a Puebla rispetto a Medellín, e in maniera molto più decisa a Santo Domingo rispetto a Puebla - ma, per quanto il compito non sia facile, "ad Aparecida Dio può tornare ad irrompere, come in monsignor Romero davanti al cadavere di Rutilio". Ad esprimere questa speranza - davvero contro ogni speranza, considerando le incredibili lacune del Documento di Partecipazione diffuso dal Celam nel settembre del 2005 - è il teologo della Liberazione Jon Sobrino, nella sua lettera annuale al "fratello martire" Ignácio Ellacuría, il rettore della Uca, l’Università centroamericana di San Salvador, assassinato il 16 novembre del 1989 insieme ad altri quattro gesuiti, alla cuoca della comunità, Julia Elba, e a sua figlia Celina (le 15 lettere scritte da Sobrino a Ellacuría nei 16 anni successivi al massacro sono state ora pubblicate dalla Emi con il titolo Scrivo a te fratello martire.

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